Tramonto ad Hamlet

One Night Stand al Bordello

Il gruppo entra nel bordello e vede di fronte a sè quanto Fínín e Gimble avevano avvistato dal lucernario: al pianterreno pile di cadaveri smembrati, alcuni a pezzi, altri meno martoriati. Fínín e Gimble si calano nella stanza per raggiungere gli altri.

Intorno a loro qualcuno nota una nebbiolina mistica. Una voce rieccheggia nelle loro orecchie e gli intima di andare. “Se proprio volete possono tornate più tardi, capirete da soli quando” dice.

Alexander, percependo la provenienza infernale delle minacce perde la pazienza e lancia una torcia su un tavolo, Adran fa esplodere degli alcolici col fuoco magico.

All’improvviso la nebbia magica prende consistenza e si formano 2 figure umane: dopo un istante si possono riconoscere due incappucciati, uno minuto e vestito di rosso, l’altro enorme, vestito di nero e con in mano una catena chiodata.

“Se non ve ne andate ora conoscerete la vera sofferenza” intima l’accolito rosso.
“Dillo a ’sto Martello!”, risponde il paladino, mentre si lancia verso il bestione.

Il mago infernale sembra canalizzare l’energia demoniaca che aleggia nel luogo, e riesce ad animare 4 dei cadaveri.

I nostri attaccano e si difendono, i cadaveri cadono con relativa facilità mentre gli accoliti si buscano una buona dose di frecce e fuochi magici in faccia. Il paladino viene invece lanciato qua e là per la stanza, ma tira anche delle bordate col martello. Il gruppo sembra vincere, ma ad un certo punto quello nero abbatte Ishtar che ovviamente, essendo disarmato, si lascia annichilire con la stessa facilità con cui Gimble si potrebbe mimetizzare con le pareti di un ufficio di un’agenzia di marketing.

L’accolito gigante gli mette la catena al collo. E’ un ultimatum! “Se non andate gli spacchiamo il collo.” Il gruppo, dopo una fallimentare negoziazione accetta a malincuore ed esce, con la promessa (per quanto poco si fidino) che Ishtar verrà risparmiato.

Dopo un minuto circa vedono le due figure saltare fuori dalla vetrata. Quello nero ha un sacco sulla schiena e balzano con forza disumana da un tetto all’altro allontanandosi nella notte.

I nostri rientrano velocemente e senza speranza: Ishtar non solo è vivo, ma completamente curato!

I nostri si mettono alla ricerca di Broderick e, già che ci sono… di eventuali ricompense dovessero trovare.
Gimble e Fínín si chiedono se sia eticamente corretto prelevare quanto dovessero trovare nel bordello… “beh, alla fine Broderick è un padrone… è giusto e doveroso farlo!” si dicono i nostri.
Cercando in giro, sia tra i cadaveri che nei piani di sopra e in cantina, non c’è traccia del fratello gemello di Roderick. Trovano però un po’ di soldi, un simbolo di Asmodeus fatto con arti strappati, un forziere vuoto che puzza di zolfo e una ricevuta da 100 monete di platino.

Un po’ affaticati dalla battaglia e sporchi per le ricerche, il gruppo torna alla locanda.

Dopo una sana dormita si torna da Roderick a raccontare tutto. Lui è fiducioso che Broderick sia vivo anche se è esterrefatto alla rivelazione di quanto sia accaduto al bordello. Consiglia quindi di indagare col vescovo, ma di non fidarsi troppo, perchè sicuramente c’è qualcosa di losco, e perché l’alto prelato non è una persona troppo pia. Incalzato, Roderick racconta che a chiamarlo il giorno della tragedia era stato Gaspin, un ragazzino gnomo, che talvolta faceva lavoretti per conto di Broderick.

Arjan, Ishtar e Gimble vanno dal vescovo. Li accoglie il Curatore Jorah, halfling, che chiacchiera amabilmente. La cattedrale è magnifica e anche ricca, rispetto al resto della città macilenta.

Il vescovo Feldon siede su un trono al fondo di un tappeto rosso di velluto, a fianco c’è il capo paladino Karkos, un dragonide d’oro armato di spadone.

Il vecchio è incartapecorito e sembra anche un po’ rincoglionito. In primo luogo si incazza quando scopre che il gruppo è entrato nel bordello, poi si calma grazie alle loro parole e gli spiega che ormai il posto è maledetto e l’unica soluzione è attendere il giorno di St. Cuthbert (tra 8 giorni), quando l’intervento divino ripulirà il male. I cittadini non devono assolutamente essere messi al corrente di quanto accaduto. Il vescovo presume che questo scatenerebbe il panico.

Il paladino dragonide è piuttosto silenzioso e le rare volte che comunica coi tre, è solo per minacciarli o rimproverarli.

Feldon racconta che un tempo la città era abitata da adoratori di demoni e i paladini li hanno sterminati. Tuttavia ancora qualcuno di quel culto vive nella palude. A questo proposito gli indica un orco che abita a due miglia della città, a nord-ovest, nei dintorni dell’albero dei corvi. Lui potrebbe sapere qualcosa.

Gimble cerca di rubare un’idolo ingioiellato e lo sostituisce con un sacco di biglie, ma quando esce si accorge che nello zaino ha un idolo di legno… e il sacco di biglie!
“Jorah è molto capace con la mano magica!” pensa tra sé e sé.

Intanto Adran e Fínín cercano Gaspin.
Trovati dei ragazzini all’incirca dell’età di Gaspin provano ad interrogarli per scoprire dove vive. Prendono da parte uno di questi, un mezzorco bulletto di nome Schnapp. Adran utilizza un incantesimo di charme su di lui e si impossessa delle sue facoltà mentali. Schnapp, in balia della magia, li accompagna a casa di Gaspin.

Arrivati alla casa, chiaramente di fattura ed estetica gnomica, bussano. Una gnoma risponde, probabilmente la madre di Gaspin, ma non apre la porta e si mostra poco collaborativa. Dice che Gaspin sta male e non vedrà nessuno. Adran minaccia di sgozzare Schnapp in modo discreto e la gnoma si impaurisce quando Fínín interviene riprendendo Adra e dicendo di avere dei soldi di Broderick che deve dare a Gaspin per il suo lavoro; soldi datigli da Roderick che sta saldando i debiti di suo fratello. La gnoma esce fuori minacciando di chiamare le guardie ma i due entrano spintonandola in casa.

All’interno i nostri notano che molti lividi percorrono la pelle della gnoma, evidenti segni di percosse, inoltre nella cucina non c’è neanche un coltello e la coltelliera è vuota. “Lasciateci in pace!” urla lei “voglio solo che Gaspin stia bene!”.
Fínín descrive il resto della banda a Schnapp e lo manda verso la cattedrale affinché li conduca sul posto. “La magia durerà circa una quarantina di minuti in più”, rassicura Adran.
A questo punto sentono un grido non umano al piano di sopra. Salgono e trovano ancora uno spettacolo ributtante: vari animaletti torturati e uccisi giacciono di fronte a loro. Ci sono conigli, piccoli uccelli e roditori, squartati e fatti a pezzi.
“E dai, 2 massacri in un giorno però no…”, mormora Fínín, da sempre molto sensibile rispetto al benessere delle altre specie animali.

Pochi passi più avanti si para la porta della camera di Gaspin…

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